Oro, Argento e Platino, quale scegliere per i miei gioielli?

oro_argento_platinoSe avete qualche risparmio da parte, comprare una bella collana o un paio di orecchini potrebbe essere un modo piacevole per tenere al sicuro i vostri soldi.
I gioielli preziosi, oltre ad essere belli, non si svalutano mai. Sono il modo ideale per conservare denaro sul lungo periodo, e una bella “assicurazione per la vita” da regalare ai vostri cari.
Per trasformare l’acquisto di un gioiello in un investimento, occorre scegliere il gioiello giusto. Affidatevi sempre a orefici e rivenditori autorizzati, che possano garantirvi la qualità dei vostri acquisti. Occhio anche alle fregature: c’è una bella differenza tra una collana d’oro e una semplicemente laminata, in cui c’è solo un sottilissimo strato d’oro a ricoprire metalli non preziosi.
Gli oggetti laminati non hanno praticamente nessun valore. Attenzione ai venditori poco raccomandabili.
Considerare sempre che nelle gioiellerie non esiste solo l’oro: di seguito una panoramica dei principali metalli nobili.

Argento
Il più abbondante tra i metalli preziosi, molto apprezzato per la sua duttilità in fase di lavorazione.
Acquistare argento presso i compro oro in sicurezza è semplice, questi negozi infatti rivendono gioielli usati e ricondizionati a prezzi davvero vantaggiosi.
E’ possibile reperire presso questi negozi, anche gioielli antichi con punzonature esagonali, contenenti sigle come 21 RO o 48 MI. Sono titoli che indicano la bottega dell’argentiere e la provincia di provenienza.
Secondo la legislazione attuale, i pezzi in argento devono essere marchiati con una losanga contenente una stella, simbolo della repubblica, seguita da provincia e numero dell’argentiere.
C’è poi la sigla [R], per indicare gli oggetti laminati in argento. La R sta per “riempito”, e alla lettera segue la percentuale di argento contenuta nel pezzo.
L’altra incisione che compare nei pezzi d’argento è un numero a tre cifre. Esso indica la purezza della lega d’argento, chiamata anche titolo.
Il numero indica quante su 1000 parti del metallo siano d’argento. Per i gioielli si lavora solitamente una lega con 800 parti d’argento e 200 di rame. Molto utilizzato anche l’argento 925, il cosiddetto Sterling Silver.
L’unico difetto dell’argento è la sua tendenza ad annerirsi nel corso del tempo. In commercio esistono prodotti specifici per la sua pulizia; altrimenti potete affidarvi a rimedi casalinghi, come il dentifricio o il bicarbonato.

Oro
Il materiale re di tutti i gioielli, molto apprezzato per la sua facilità di lavorazione.
L’oro viene misurato in carati (kt), che indicano la purezza dell’oro. 18kt ad esempio significa che su 24 parti della lega, 18 sono oro puro, mentre il restante è composto da altri metalli. La massima caratura è 24, corrispondente all’oro purissimo.
L’oro a 18 kt è il più utilizzato, perché ottimo da lavorare. L’oro è infatti un materiale estremamente duttile, e per essere lavorato dev’essere legato ad altri metalli che lo induriscano.
Ci sono varie leghe utilizzate comunemente in gioielleria. Le più famose sono:
Oro bianco – 75% oro, 25% di nichel, argento o palladio. Viene poi bagnato nel rodio per donargli un colore argentato. Tende a ingiallire col tempo, ma può essere portato in gioielleria per una nuova rodatura.
Oro giallo – 75% d’oro, 13-18% di rame e 12-7% d’argento.
Oro rosa – 75% d’oro, 18,5-20% di rame, 6,5-5% d’argento. Il rosa della lega è dovuto al rame: maggiora la sua quantità, e più intenso sarà il colore rosato.

Platino
Il più costoso dei metalli preziosi, un verso simbolo di ricchezza e nobiltà. Di un bel colore bianco/argentato, non tende ad annerirsi come l’argento o a diventare giallastro come l’oro bianco.
È molto apprezzato per la sua durezza: è un metallo più denso dell’oro, praticamente impossibile da rovinare.
Il platino può danneggiarsi, ma ha la particolarità di subire i danni per compressione. Significa che quando viene rigato il materiale rientra, anziché venir grattato via, e non una briciola di metallo viene perduta.
Prendersi cura di gioielli in platino è inoltre molto semplice: basta un panno morbido e un po’ di acqua e sapone, senza bisogno di prodotti particolari.
È il metallo preferito in cui incastonare delle pietre, e soprattutto diamanti bianchi. Questo a causa della sua eccezionale resistenza: l’incastonatura in platino assicura che la pietra non si staccherà mai, neanche se porterete il gioiello tutti i giorni.
Così come l’argento, anche il platino va punzonato per legge, con un marchio che ne indichi purezza e casa produttrice. Il platino da gioielleria ha quasi sempre un titolo di 950.